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Guida al CIN obbligatorio: cosa serve per il tuo B&B nel 2026

18 aprile 2026 · Lettura ~8 minuti · Normativa

Il CIN — Codice Identificativo Nazionale — è il codice univoco che ogni struttura ricettiva e ogni unità abitativa data in locazione breve in Italia è obbligata a possedere ed esporre. È stato introdotto dal D.L. 145/2023 (decreto Anticipi) e è pienamente operativo dal 2025. Se hai un B&B, una casa vacanza, un affittacamere o anche un solo appartamento che affitti su Airbnb o Booking per soggiorni inferiori ai 30 giorni, il CIN ti riguarda. Le sanzioni per chi non ce l'ha vanno da 800 a 8.000 euro per ogni unità non in regola, e i controlli sono iniziati seriamente nel 2025. In questa guida ti spiego cos'è, come ottenerlo, dove esporlo e quali sono le differenze regionali che molti gestori non conoscono.

Cos'è il CIN e perché è stato introdotto

Il CIN è un codice alfanumerico univoco assegnato dal Ministero del Turismo a ogni struttura o unità abitativa adibita a locazione turistica in Italia. Sostituisce e unifica i vecchi codici regionali (CIR, CIS, CITRA, ecc.) che erano stati introdotti negli anni precedenti dalle singole Regioni con risultati disomogenei.

L'obiettivo del legislatore è triplice:

  1. Tracciabilità nazionale: avere un database unico (la BDSR, Banca Dati Strutture Ricettive) di tutte le strutture turistiche italiane, gestito a livello centrale.
  2. Lotta all'evasione fiscale e all'abusivismo: rendere visibile e identificabile chi affitta unità per brevi periodi, soprattutto i piccoli affittacamere "in nero".
  3. Sicurezza: incrociare i dati con Alloggiati Web e con le verifiche antincendio per assicurarsi che chi ospita persone rispetti gli standard minimi.

La normativa di riferimento è l'art. 13-ter del D.L. 145/2023, convertito con modificazioni dalla L. 191/2023, attuato dal D.M. Turismo 6 giugno 2024 (c.d. "decreto interoperabilità"). L'avviso di entrata in funzione della BDSR è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 settembre 2024; le disposizioni sono divenute applicabili dal 2 novembre 2024 e il termine per il conseguimento del CIN è stato fissato al 1° gennaio 2025.

Chi deve richiedere il CIN

L'obbligo riguarda tutte le strutture e le unità abitative destinate alla locazione turistica con contratto di durata inferiore a 30 giorni:

Caso particolare: se affitti la tua casa per meno di 30 giorni anche solo una volta all'anno (es. una settimana ad agosto su Airbnb), sei in linea di principio soggetto all'obbligo CIN: la norma non prevede un'esenzione specifica per l'"attività occasionale". In caso di dubbio consulta la BDSR o un commercialista.

Sono esclusi dall'obbligo CIN:

Cosa rischi se non hai il CIN

Le sanzioni sono pesanti, soprattutto per chi cumula più violazioni:

Violazione Sanzione
Mancata richiesta del CIN da €800 a €8.000 per unità
Mancata esposizione del CIN nell'annuncio (online o fisico) da €500 a €5.000 per unità
Mancato rispetto requisiti di sicurezza (rilevatori CO, estintori, ecc.) da €600 a €6.000 per unità
Recidiva o più unità non in regola cumulo + segnalazione al Comune per chiusura

L'aspetto pesante è che le sanzioni si applicano per ogni unità: se hai 5 appartamenti su Airbnb e nessuno ha il CIN, parli di una sanzione minima di €4.000 (5 × €800) e massima di €40.000 (5 × €8.000). I controlli sono iniziati nel 2025 in collaborazione tra Guardia di Finanza, Polizia Locale e ispettori del Ministero del Turismo, e le piattaforme stesse (Airbnb, Booking, Vrbo) sono tenute a verificare che l'host abbia un CIN valido prima di permettere la pubblicazione dell'annuncio.

Attenzione: Airbnb ha annunciato e iniziato dal 2025 la rimozione degli annunci italiani privi di CIN (comunicazione ufficiale della piattaforma). Altre piattaforme (Booking.com, Vrbo, Expedia) hanno introdotto o stanno introducendo controlli equivalenti con modalità e tempistiche proprie. Se i tuoi appartamenti spariscono improvvisamente dai risultati pur essendo "attivi" nel pannello, il primo controllo da fare è proprio il CIN e la sua corretta esposizione nell'annuncio.

Come ottenere il CIN: i 5 step concreti

Step 1: Avere SPID o CIE

L'accesso alla BDSR (Banca Dati Strutture Ricettive) avviene esclusivamente con identità digitale: SPID di livello 2 oppure CIE 3.0 (Carta d'Identità Elettronica). Se non li hai, richiedili prima — sono gratuiti, ma SPID richiede 1-3 giorni di attivazione, CIE va richiesta al Comune.

Step 2: Accedere al portale BDSR

Vai su bdsr.ministeroturismo.gov.it e accedi con SPID/CIE. La prima volta il sistema ti chiede di registrare la tua "anagrafica" come operatore: dati personali, codice fiscale, partita IVA se ce l'hai, contatti.

Step 3: Inserire i dati della struttura o dell'unità abitativa

Per ogni struttura o unità che possiedi devi inserire:

Il sistema verifica automaticamente che i dati catastali corrispondano a un'unità abitativa esistente nel database del Catasto. Se il numero della SCIA risulta valido al Comune, la verifica scatta in pochi minuti.

Step 4: Caricare la dichiarazione di rispetto dei requisiti di sicurezza

Devi caricare un'autocertificazione (modulo scaricabile dal portale) in cui dichiari che la struttura rispetta i requisiti minimi di sicurezza:

L'autocertificazione è sotto la tua responsabilità penale: dichiarare il falso espone a conseguenze ben oltre la sanzione amministrativa CIN.

Step 5: Scaricare il CIN assegnato

Una volta validati tutti i dati, il sistema genera il codice CIN: una stringa alfanumerica composta dal prefisso IT, seguito dal codice ISTAT della provincia, dal codice ISTAT del comune, da un codice di classificazione della struttura e da una sequenza univoca casuale. Lo scarichi in PDF dalla tua area personale BDSR. Da quel momento puoi e devi iniziare ad usarlo.

Dove devi esporre il CIN

Il CIN va esposto in quattro punti:

  1. All'esterno della struttura: in modo visibile dall'ingresso, su una targa, una vetrofania o un cartello esposto sulla porta. Per gli appartamenti è sufficiente esporlo all'interno in un punto chiaramente visibile all'ospite all'arrivo.
  2. In tutti gli annunci online: Booking.com, Airbnb, Vrbo, Expedia, sito proprio. Le piattaforme mettono a disposizione un campo dedicato dove inserire il CIN. Senza, l'annuncio viene rimosso.
  3. Nei materiali promozionali: brochure cartacee, biglietti da visita, pubblicità locale.
  4. Nelle comunicazioni con i clienti: conferme di prenotazione, ricevute, mail di benvenuto.

Differenze regionali (le insidie più comuni)

Il CIN è nazionale, ma diverse Regioni continuano ad utilizzare in parallelo i propri codici identificativi regionali (CIR e analoghi). In molte zone, di conseguenza, un operatore deve possedere entrambi. La situazione evolve nel tempo: verifica sempre presso la Regione/Provincia autonoma dove si trova la struttura.

Regione / P.A. Codice regionale Coesistenza con CIN
Lombardia CIR Sì, entrambi in uso
Veneto CIR Sì, entrambi in uso
P.A. Trento / Bolzano Codici provinciali autonomi Sì (sistemi autonomi)
Toscana Codice regionale (storico) Da verificare con la Regione*
Liguria CITRA Storicamente sì — verificare situazione attuale*
Emilia-Romagna CIR Sì, entrambi in uso
Lazio Codice regionale strutture Da verificare con la Regione*
Campania CIS Storicamente sì — verificare situazione attuale*

* Le regole regionali cambiano spesso: ogni Regione può adottare atti di transizione o abrogazione dei propri codici. Per evitare sanzioni consulta sempre le pagine ufficiali della tua Regione/Provincia autonoma o un consulente locale.

In pratica, se sei in una Regione che mantiene ancora il proprio codice, dopo aver ottenuto il CIN devi continuare a utilizzare anche quel codice regionale: entrambi vanno riportati sugli annunci, in vetrina/ingresso e nei documenti di prenotazione.

Attenzione sul Lago di Garda: molte strutture hanno richiesto il CIN pensando di "sostituire" il codice regionale (CIR in Lombardia e Veneto). In assenza di un atto formale di transizione, i due codici convivono: assicurati di averli entrambi sugli annunci e nelle comunicazioni all'ospite.

Come si gestisce il CIN dal gestionale

Un PMS pensato per il mercato italiano ti permette di:

Sono funzioni che sembrano banali, ma se il tuo gestionale è un PMS internazionale (Cloudbeds, Mews, ecc.) non le ha native: devi gestire il CIN a mano, copiarlo in ogni annuncio, ricordarti di metterlo nelle ricevute. Per chi gestisce 5+ unità, l'automazione diventa essenziale per non rischiare la sanzione "mancata esposizione" da €500 a €5.000 per unità. Vedi anche il nostro confronto tra Cloudbeds, Mews e Vezpa per i dettagli sulle funzioni italiane.

Vezpa: gestione CIN automatica per tutte le unità

Salva il CIN nella scheda struttura, viene trasmesso a tutti i canali OTA e stampato automaticamente in ricevute e conferme. Funziona anche con i codici regionali (CIR, CITRA, CIS, ecc.). Provalo gratis senza carta di credito.

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Domande frequenti sul CIN

Devo richiedere un CIN diverso per ogni appartamento?

Sì. Ogni unità abitativa identificata catastalmente in modo distinto richiede un CIN proprio. Se hai 4 appartamenti in un palazzo, anche uno sopra l'altro, devi avere 4 CIN diversi. Se invece hai un B&B di 6 camere all'interno di un'unica unità abitativa, basta un CIN per tutta la struttura.

Quanto tempo ci vuole per ottenere il CIN?

Se hai tutti i dati pronti (catastali, SCIA, autocertificazione sicurezza), il rilascio è immediato: il sistema te lo genera in pochi minuti dopo il salvataggio. I problemi nascono quando i dati catastali non corrispondono o la SCIA risulta scaduta nel database del Comune: in quel caso devi prima sistemare la posizione con il Comune, poi tornare sulla BDSR.

Il CIN è gratuito?

Sì, la richiesta del CIN è gratuita sia per le strutture ricettive sia per le locazioni brevi. Non esistono "intermediari ufficiali": diffida di chi ti contatta dicendo che ti serve un commercialista per richiederlo o pretende compensi per "assistenza CIN".

Cosa succede se cambio destinazione d'uso?

Se trasformi un B&B in un appartamento per locazione lunga (oltre 30 giorni), o smetti del tutto, devi accedere alla BDSR e cessare la posizione del CIN. Se invece cambi semplicemente categoria (es. da affittacamere a casa vacanza), aggiorni i dati e il CIN viene mantenuto.

Le piattaforme rifiutano davvero gli annunci senza CIN?

Sì. La normativa prevede che le piattaforme online verifichino il CIN degli annunci italiani. Airbnb ha comunicato ufficialmente che dal 2025 rimuove gli annunci sprovvisti di CIN valido. Booking.com, Vrbo ed Expedia hanno introdotto o stanno introducendo meccanismi di verifica analoghi, con modalità e tempistiche che possono variare. In pratica: senza CIN inserito correttamente, l'annuncio rischia la messa in pausa o la rimozione.

Posso usare il CIN di un'altra struttura?

No, mai. Il CIN è legato all'indirizzo catastale e all'identità del titolare. Usare un CIN non proprio costituisce dichiarazione mendace e oltre alla sanzione CIN espone a denuncia per falso.

Il CIN sostituisce la SCIA?

No. Il CIN non sostituisce né la SCIA al Comune né le altre comunicazioni (Alloggiati Web alla Polizia, ISTAT, tassa di soggiorno). È un obbligo aggiuntivo, non sostitutivo. Ti serve avere tutte le posizioni in regola, non solo il CIN.

Conclusione

Il CIN è un obbligo nuovo che si va ad aggiungere a un quadro normativo italiano già complesso (Alloggiati Web, ISTAT, tassa di soggiorno, SCIA, fatturazione SDI). Per chi gestisce un B&B con 1-2 unità il setup è veloce e va fatto subito; per chi gestisce più appartamenti diventa un'attività importante che vale la pena automatizzare con un gestionale che lo supporti nativamente.

Il consiglio finale è di non rimandare. I controlli del 2025-2026 sono in piena fase operativa, le piattaforme stanno stringendo le verifiche automatiche, e le sanzioni sono volutamente alte per scoraggiare l'irregolarità. Una mattinata di lavoro per richiedere il CIN ti evita potenzialmente migliaia di euro di multe e la rimozione dei tuoi annunci dai canali principali.

Disclaimer: questa guida è informativa e non sostituisce la consulenza legale o fiscale. Le norme su CIN, sicurezza e codici regionali possono cambiare nel tempo. Fonti principali: D.L. 145/2023 art. 13-ter, L. 191/2023, D.M. Turismo 6 giugno 2024 ("decreto interoperabilità"), avviso entrata in funzione BDSR pubblicato in G.U. il 3 settembre 2024, FAQ e comunicazioni ufficiali del Ministero del Turismo, comunicati stampa delle piattaforme (Airbnb news). Per la tua situazione specifica verifica sempre con la BDSR, la Regione o un commercialista.